La posta del pancreas [26] di Viviana Gabrini

LA POSTA DEL PANCREAS: DILLO A VIV!
(Scorpioncina72)

Cara Viv,
ho 46 anni, ma ben portati. A parte la faccia, il resto del corpo, preso da solo, potrebbe sembrare quello di una ventenne però, a pensarci bene, ho le tette un po’ basse, ma sorvoliamo).
Sono single e come per tutti nati sotto il segno dello scorpione, il sesso è molto importante, anche se ultimamente devo consolarmi con un intenso autoerotismo. Ma il mio vero problema è un altro: praticamente da sempre, riesco ad avere solo rapporti occasionali e credo di sapere il motivo. Quando entro in confidenza con un uomo e comincio a conoscerlo bene, smetto di desiderarlo. Al contrario, mi innamoro di tutti i miei amici gay.
Come posso fare? Aiutami a farmi amare il genere maschile etero.

firmato: Scorpioncina72


Cara amica,
chiedere il mio aiuto per riuscire ad amare il genere maschile etero è un po’ come chiedere a un vegano di insegnarti a cucinare un perfetto filetto al sangue.
Non perché io non sia etero ma perché la sono mio malgrado.
Non amo particolarmente la categoria degli eteromaschi, ma in quanto eterofemmina, ahimé, mi tocca saltuariamente averci a che fare. Salvo finire vieppiù incarognita contro il genere. Ma questa è un’altra storia.
Veniamo invece al tuo caso.
Non voglio fare psicologia spicciola, ma qui intravedo almeno due chiavi di lettura del tuo comportamento: da un lato registro l’istinto di autoconservazione, dall’altro quello di autoboicottaggio.
Che in fondo, potrebbero essere due lati della stessa medaglia.
Se ci pensi, innamorarsi solo di uomini omosessuali ti impedisce di infilarti in storie d’amore che possono rivelarsi deludenti e fallimentari (autoconservazione), dall’altra significa impedirsi a priori di vivere una possibile storia affettiva (autoboicottaggio).
Il risultato è ritagliarsi una posizione molto romantica e molto adolescenziale di amori sospirati, vissuti a distanza e mai concretizzati.
Un po’ come quegli ameni cazzoni dei poeti trobadorici, ma con meno poesia e più prosa.
C’è una terza ipotesi, che non cozza con quelle precedenti: un sottile senso di delirio di onnipotenza.
Al grido di “Io ti convertirò”, potrebbe esserci da parte tua la volontà di testare il tuo fascino femminile e quale occasione migliore che non distogliere il gaio oggetto delle tue attenzioni dalla sua naturale indole?

In fine di lettera, tu mi chiedi di aiutarti a farti amare il genere maschile etero.
Permetti che sia io a fare a te una domanda: ma perché?
Sei giovane, libera e autonoma. Hai in mano la tua vita.
Davvero vuoi cadere in un girone infernale fatto di calzini sporchi per casa, litigi, recriminazioni, lotta a chi porta fuori il cane e l’immondizia, Natale coi suoi e Pasqua coi tuoi, routine, banalità, noia e rapporti occasionali nel senso che che copulate ogni tre mesi e giusto per rispettare gli impegni segnati sul calendario?
Che cosa ti può dare un rapporto affettivo con un eteromaschio che ora non hai, a parte gastrite, gonfiore e nervosismo?
Prenditi il meglio, ricorda che sotto i 20 (centimetri) e sopra i 35 (anni) non è cosa e goditi la vita!

Un abbraccio e torna a scrivermi.

Viv

© Viviana Gabrini, 2108