La drama sono io [8] di Raffaele Rutigliano

© Autoritratto, di Raffaele Rutigliano

27 APRILE 2017

Oggi tutto tace.

Si sente solo la sirena che annuncia la fine dell’ ora d’aria nel carcere di Poggioreale. Ché qui, stare chiusi in una stanza non è da meno, ma almeno i servizi ci sono e funzionanti. Lì non lo so, non ci sono mai stato, per mia fortuna. Posso solo immaginare quelli che ci finiscono e per quali motivi. Io non avrei mai il coraggio di trasgredire la legge. Al massimo potrei utilizzare la mia cazzimma made in Naples, ma solo per creare ilarità, entropia partenopea, ché poi la cazzimma napoletana non è altro che lo humour inglese, freddo, tagliente, e in fondo carico di verità. Quindi quando prendo per il culo qualcuno lo prendo per il culo per davvero. Una sorta di bullismo convenzionale, che al massimo causa la famosa “cascetta” come si dice dalle mie parti pugliesi. Quindi andare in “cascetta”, prendersela e mettere il muso. Che in inglese si dice to pout, e tradotto in napoletano significa “to pout addiventa animale”, come la pantera di Casoria.

Ahi, ahi, ahi. Qual popolo di incazzati cronici che siamo, non solo qui, ma dappertutto. Ci stiamo evolvendo in qualcosa di mai visto. La cazzimma la fa da padrona e tutti che se la ridono per non piangere, che ci sarebbe tanto da piangere, ma se non lo fai rischi di esplodere, quindi: la cazzimma è anche una valvola di sfogo, un desaturatore del livello di depressione cronica che circola.
Oggi poi hanno cambiato pure il senso di marcia a Piazza Garibaldi e non vi dico il panico, praticamente la città è ferma. E se è vero, come dice una studentessa tunisina, che non è napoletana, che la terra è piatta, posso assicurarvi che l’ombelico del mondo non è a Delfi alle pendici del Parnaso, bensì a piazza Garibaldi, perché oggi la cazzimma è assaje.

© Raffaele Rutigliano, 2017

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