Il passo del bradipo (ovvero le avventure di Brady) [7] di Nicoletta Vallorani

Brady, Barbarina e il discorso alla nazione

Brady rimugina. Il 2013 si sta spegnendo  senza alcun compianto, un anno in più in questa teoria di sfighe e oltraggi che è la contemporaneità italiana, e non solo. Nella notte illuminata dal divertimento forzato e un po’ babbione degli altri, Brady rimugina. Pensa ai suoi fratelli bradipi, a quelle innumerevoli creature che zampettano dignitose in questa palude di mondo, continuando a credere in cose obsolete come la giustizia, il senso delle cose, la lealtà e via dicendo.

Accarezza l’idea di fare qualcosa di rivoluzionario, qualcosa che la sua amica migliore ha pensato, perché lei è il vero genio, mentre Brady è il braccio armato, l’esecutrice maldestra, la voce del popolo bradipo. Accarezza l’idea, la coccola, la mette in atto.

Brady, ecco, farà un discorso alla nazione. Alla nazione dei Bradipi, che è un po’ come il popolo degli hobbit o come il partito comunista: un paese immaginario dove non c’è mai capodanno e a natale si incendiano i presepe per scaldarsi il cuore.

Fuori sparano un mortaretto, e al cane di Brady, coraggioso come una cernia, viene un principio di infarto. Brady lo guarda con tenerezza, raddrizza le spalle, accende il computer e scrive.

Il discorso alla nazione:

“Fratelli Bradipi, amici svalvolati e sognatori maciullati dalla sorte, il momento è giunto. E’ tempo di lasciarsi alle spalle un altro anno. Dimenticatelo. Seppellitelo nella vostra memoria. Rimuovetene il nome e il senso. E siate certi che il prossimo sarà, se va bene, uguale. Se no, sarà peggio, ed è meglio attrezzarsi per affrontarlo. Buon vino, buoni amici, ottimi libri e una riserva infinita di ilare pazienza.

Fratelli Bradipi, ricordate che noi non siamo il sale della terra, e per fortuna. Quello che non vi hanno mai detto è che il sale alla terra fa malissimo: guardate il deserto, e ve ne farete un’idea. Quello che serve alla terra è acqua e sole. Quello che serve alla vita è cultura e arte. Quello che serve a noi Bradipi è memoria, ironia e intelligenza. Merci rare, avete ragione, ma noi Bradipi non siamo facili alle rinunce. Rivoltosi in moviola, siamo attrezzati per le marce di lunga durata, e non ci si debella facilmente.

Fratelli Bradipi, siate fieri del vostro passo lento e delle vostre idee strampalate, che sono figlie di un lungo riflettere. Chi pensa veloce ha un solo problema: a forza di sbrigarsi, più che pensare ruba il pensiero degli altri. A farlo per sistema, si finisce come certi attori bellocci: per soldi, si è pronti persino a far discorsi alle galline, che annuiscono e compatiscono il supremo deficiente col quale hanno a che fare. Son soddisfazioni.

Fratelli Bradipi, navigate controcorrente, e procuratevi una barca che tenga. Se non sapete nuotare, imparate a volare. Se non sapete volare, procacciatevi amici aviatori e naviganti. Se non sapete fare niente di tutto questo, sedetevi sul bordo del fiume, che è sempre una buona regola. Prima o poi, qualcosa di utile passerà. E’ sperabile che sia il cadavere del vostro nemico, ma anche se passa Johnny Depp, sarà comunque un bel guardare.

Tenetevi il vostro spazio libero, e difendetelo come se fosse la vostra vita, perché in realtà lo è. Pensate come le balene, in tutte le direzioni. Coccolate i ricordi migliori. Valéry diceva che i bei ricordi sono gioielli perduti, ma lui non ci aveva capito una cippa. Non c’è niente di perduto in un ricordo bello: è tempo felice, che va tenuto da conto.

E infine, fratelli Bradipi, fate quello che faccio io: tenetevi stretti gli amici e quelli che vi fanno ridere. Regalatevi una lettura intelligente, una stanza senza pareti, un’amica migliore, un momento di genio e sregolatezza, un viaggio immaginario o reale, una storia scritta per amore e non per soldi, un discorso a una nazione che non c’è.

Fratelli Bradipi, ora, in piedi con me, cantate l’inno del Bradipo per dare il benvenuto al 2014”.

Brady scatta in piedi, pronta a intonare. Solo a questo punto si rende conto che non c’è nessun inno. E magari è meglio così: gli inni sono disdicevoli e farlocchi, e non è mai successo che dicessero cose intelligenti. Così Brady si risiede.

“Niente inno, fratelli Bradipi. Scherzavo. Una risata basterà”.

© Nicoletta Vallorani

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