Il passo del bradipo (ovvero le avventure di Brady) [2] di Nicoletta Vallorani

Brady international

Brady è intimamente sedentaria. Non ha un luogo preferenziale dove sedersi, dunque si sente apolide. La cosa importante è che ci sia un luogo e che ci si possa fare cuccia: lì Brady si colloca, e starebbe quieta se nessuno la scocciasse.
Siccome però Brady è anche bipolare, si è scelta un lavoro che la porta da sempre in giro per il mondo. Ogni viaggio è un trauma. Ogni aereo è un mezzo che Brady ha timore di perdere (e prima o poi, fatalmente, accadrà). Le preparazioni per il viaggio sono per Brady un trauma dal quale fatica a riprendersi. Forse non si è mai ripresa. Di norma controlla i documenti di viaggio 802 volte, tutti, disponendoli in sequenza ascendente, discendente, rizomatica, in riproduzione casuale e secondo le regole della retorica politica. Queste ultime le paiono singolarmente misteriose, ma le applica uguale col suo consueto sistema: random. Dopo aver controllato tutti i documenti, studia un sistema per cucirseli addosso, in modo da non perderli, a meno che per qualche motivo oscuro non la denudino, ma questo non è (ancora) mai accaduto. Ciò naturalmente non vieta che Brady compia degli errori assortendoli: una volta è andata in aeroporto con la carta di identità di suo marito: quando la signorina del check in l’ha aperta, le ha rivolto uno sguardo critico è le ha
detto: “Bella foto, però lei sta meglio senza barba”. Il marito barbuto in questione ha dovuto catapultarsi a recuperare il documento giusto, ma siccome Brady era circa 6 ore in anticipo rispetto alla partenza dell’aereo, tutto è finito nel migliore dei modi, e dunque Brady è riuscita a partire. Fortunosamente e in preda al terrore.

Dopo i documenti, si pone il problema soldi: dove nasconderli? In tempi in cui le carte di credito non erano così frequenti e Brady era molto giovane, la nostra eroina è partita per stare un mese a New York, con valuta in dollari giudiziosamente nascosta nelle scarpe. Non ha perso nulla, ma le banconote sono risultate singolarmente repellenti quando Brady ha tentato di usarle, per via del loro utilizzo improprio come solette.

Da allora, Brady si è molto perfezionata, e ha studiato sistemi di borse e borsette che si appende addosso, rifiutando di togliersele in qualunque circostanza. Superare la security è sempre un’esperienza che richiede una certa attenzione. E molta pazienza da parte di viaggiatori e servizi di sicurezza.

Brady è anche ossessionata dalla misura delle valigie quando ha previsto di viaggiare col solo bagaglio a mano. Misura e rimisura valigette di dimensioni lillipuziane e per stare tranquilla ha bisogno che il bagaglio sia di numerosi centimetri inferiore a quello autorizzato. Una volta selezionata la valigia, che è delle dimensioni di un beauty case, dentro non ci sta una beatissima cippa. Brady ha inventato numerosi sistemi per disporre gli abiti sottovuoto. L’unico problema è che poi, di norma, quando apre la valigia, gli abiti esplodono festosamente, oltre a costringere Brady ad andare in giro plissettata per tutta la durata della permanenza nel paese straniero.

In aereo, Brady è di tranquillità atarattica: di fronte all’ansia della partenza e dell’arrivo, il volo è un momento di assenza di responsabilità Se l’aereo cade, è colpa del pilota. Di sicuro non potranno imputarlo a lei. Brady è ossessionata dalla possibilità che le si possa dare la colpa di qualcosa. Per questo, si sente stabilmente in colpa: per quale motivo, è insignificante.

In tutto questo, Brady continua a viaggiare. Paralizzata dall’ansia e costantemente in preda a una dispersione neuronale pericolosa. E tutte le volte si chiede: ma chi cippa me lo fa fare? E si risponde: le contraddizioni fanno parte dell’essere umano. E del bradipo.

Istruzioni per l’uso: chi vuole, si inventi un finale. E chi non vuole commenti e basta. Direi che di compiti a casa tutti noi ne abbiamo abbastanza, senza aggiungerli anche in un blog.

© Nicoletta Vallorani

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