Gli involuti [3] di Anna Martinenghi

monitor-multiparametrico

LA CORSIA DI DESTRA

 «Scommetto che quello di destra non arriva a domani mattina. Una pizza?».
«Parametri stabilizzati, ha 43 anni. Ce la può fare…».
«Che pacco che sei Antonio! Il turno di notte con te è un bidet nelle ortiche. Giosuè scommette sempre con me… Vabbè, se il tipo schiatta, offro io la colazione».
«Io a fine turno ho solo voglia di andarmene a letto, senza certe colazioni sullo stomaco».
«Minchia se sei svizzero: non mi dirai che dopo vent’anni in terapia intensiva ci fai ancora caso? Son tutti uguali per me: politrauma – codice rosso. Incidente stradale, giusto?».
«Sì, l’incidente di ieri sera. Son morti in due ».
«Il solito, no? Fanno la gara a chi va più forte e poi si ammucchiano in terza corsia. Questo qui ora è una frittella: gli hanno cambiato i connotati, è ricucito più che da Divani&Divani. Se la porta a casa, meglio vada accendere ceri a tutti i suoi santi ».
«Ha 43 anni, ce la può fare…».
«Ehi, Madre Teresa di Calcutta! Statisticamente questo può essere quello che ha provocato l’incidente, il tipico stronzo che sfanala, strombazza e pensa che la corsia di destra sia quella degli sfigati, uno che quando passa l’ambulanza la insegue per farsi strada nel traffico. Fra sei mesi, ce lo ritroviamo ancora in mezzo alle palle. Ci tieni a incontrarlo mentre scendi al mare con i tuoi, eh? ».
«Potrebbe essere chiunque: persino uno che occupa la corsia a destra più libera e che magari fra sei mesi si ferma a darmi una mano in autostrada».
«Io sarò pure infermiere: ma il tuo spirito da crocerossina non ce l’ho. So che devo passare la notte davanti ai monitor di questi due hamburger, sperando che non facciano numeri da circo, con te che mi fai pipponi da buon Samaritano e nemmeno la soddisfazione di una pizza. Anche se fosse, al tuo tipo perfettino, la corsia lenta gli ha menato sfiga. Ora occupa quella più a destra anche qui: morirà ordinato».
«Guarda che il tipo non è un numero, un nome ce l’ha. Non leggi nemmeno le schede? Si chiama Michele, Michele Valenti».
«…Valenti? Michele Valenti, l’allenatore? No, cazzo, no…  ».
«Lo conosci?».
«Ma non lo so, potrebbe essere lui. E chi lo sa? Non ha più nemmeno la stessa faccia. Non può morire! Gli ho promesso mari e monti per fargli portare mio figlio alle selezioni del Milan. Come sono i parametri? La saturazione? Il cuore?».
«Il cuore è quella cosa a sinistra, nella corsia più libera».

© Anna Martinenghi, 2015

3 Comments

  1. annamaria Rispondi

    Bellissimo!
    Chapeau!

  2. a.marti Rispondi

    rINGRAZIO. anche se preferirei che la realta’ fosse migliore…

  3. Wood Rispondi

    Per scrivere una cosa di questo tipomcome minimo devi ci devi essre stata dentro in qualche modO. Io ci sono stata …

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