Giorni [5] di Letizia Dimartino

© foto da Pinterest

Spegnere nella notte accendere nella notte il nero sui vetri palazzi oscurati le poche luci alle finestre dell’ospedale vicino una preghiera fatta in fretta le gambe nude il freddo ai piedi il caldo al seno capelli spettinati il viso che non riconosco allo specchio nel bagno alla luce dell’applique: questa sono io fra un sogno e un altro con l’insonnia che mi tengo amica il silenzio pesante l’ascensore che sale sale col suono del motore occhi spalancati sguardo fisso il verde dell’iride che si imbruna la paura che avvicina mobili solitari nelle stanze vuote divani oscurati sedie abbandonate e al balcone una luna che illumina le piante la loro ombra sui mattoni in una notte d’inverno. Solitaria.

Dimmi Letizia cosa pensi se non ti alzi e il giorno punge nelle vertebre occhi caldi voci al mattino chiedono vogliono rispondi col sonno che agita dentro la coperta il colore del lenzuolo la serranda che sali la finestra che guardavi pane tiepido l’attesa sul divano bisogno di braccia canzoni lontane il parlare ora sommesso il giornale sfogliato in fretta chi ruba il pensiero chi copre le spalle il collo a legare il laccio dei capelli le cose delle stanze cuscini a sorreggere chi non guarda chi non scrive chi dimentica chi ha pietà chi vuol guarirmi il samaritano l’amico antico il medico dimmi Letizia. Dove vai?

© Letizia Dimartino, 2017

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