Giorni [3] di Letizia Dimartino

© foto da Pinterest

Partì di settembre sole sulla strada spingeva la valigia non guardò al saluto giorni seduta sul divano la paura nel petto il fiato che le mancava la città monotona il silenzio nelle stanze ospedali che attendono lacrime che non vogliono trovare la via delle guance telefonate nervose capelli troppo ricci libri che restano aperti viaggi mai fatti dolci sul tavolo gelati sciolti cioccolata a pezzi occhi che non vogliono mattini lunghi sere senza sonno medicine e febbre tanta febbre perché così passarono gli anni. Perché tutto finisse.

Lei aveva un cappotto bianco rosse le labbra armadi pieni foulard scomposti come fiori voleva vivere vicino al mare metteva smalto alle unghie nelle fotografie chinava il capo con un sorriso aperto su denti di smalto il passo ampio il busto dritto la chioma nera di superbia camminava velocemente lo sguardo lontano stringeva la mia mano la sua lunga e sottile non piangeva voleva sposare un pianista in guerra metteva abiti fiorati camminava sulla sabbia le gambe nere di sole canzoni nelle sue giornate canzoni nelle notti in certi sogni di città lontane quando tutto poi finì la memoria perduta lungo strade mai più riviste onde dietro la finestra odori che non riconosce il sonno lungo.

© Letizia Dimartino, 2017

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