Frontiere [2] di Luca Bonisoli

Claudia Cardinale sul set di Once upon a time in the West (Sergio Leone, 1968)

RUGGINE

Non affermo di aver controllato gli eventi, anzi
confesso in tutta sincerità di essere stato controllato dagli eventi.
(A. Lincoln)

Jesse divenne Sceriffo di Ajo in Arizona nel 1881 per acclamazione popolare. Era intervenuto per sedare l’ennesima rissa tra minatori di rame. Con la sua Colt Navy nuova e mai usata aveva sparato in faccia a Donald Two-Eyes, un mezzosangue collerico, e uno al petto di Jean Baptiste de Marigny, al secolo Sean McCullen, un baro che ripuliva le tasche dai pochi spiccioli dei minatori al tavolo del poker. Two-Eyes venne ribattezzato One-Eye dalla pragmatica popolazione di Ajo. McCullen venne sistemato per quanto possibile, e poi  processato nel locale Saloon. Il proprietario, Benjamin Rust, che era anche il tenutario del bordello, venne nominato per l’occasione giudice pro tempore. Alle due del pomeriggio la sentenza fu emanata, condannando McCullen all’impiccagione. L’esecuzione, prevista per il tramonto, venne eseguita subito perché la popolazione non aveva tempo da aspettare e aveva chiesto a gran voce di farla finita. Jesse allora aveva accompagnato il baro al camposanto e  assieme a quattro robusti minatori aveva tirato la corda finché l’uomo non aveva smesso di scalciare e di fare versi. Al tramonto tutti erano al Saloon a bere e a ridere, e chi poteva stava con una donna. Come Jesse, ad esempio.

Vuoi farti un bagno? In quell’acqua quanti si sono lavati sinora? Due. No grazie. Ti farebbe bene, sceriffo. Mi farebbe bene l’acqua pulita. Fino a domani non ne avrò altra. Vado a chiederla al giudice. No! Perché? Se pensa che sia stata io a chiederlo, mi farà male.

A Jesse cominciavano a girare le palle. Uscì dalla camera al primo piano e si affacciò al ballatoio. Sotto brulicava di vita, alcol e donne.

Giudice! Ehi, signor giudice! See? Si può avere una tinozza di acqua calda e pulita? Ora? Certo. Che è successo a quella che c’è già? È sporca. Te l’ha detto Magdalene? No. Lo dico io. E dove la trovo l’acqua calda ora? Le toccherà aspettare parecchio, questa sera tutta Ajo è qui.

Lo sceriffo prese la stella d’ottone dalla tasca dei pantaloni e la gettò in testa al giudice.

Cercatevene un altro. E rientrò in camera.

Le puttane non capiscono un cazzo. Meno di zero. D’altro canto farebbero un altro mestiere. Sceriffo, non faccia così, e va bene, porco mondo! Le cambio quella stramaledetta acqua!

Ajo era rischiarata dalla luna, la strada che attraversava il paese e portava alla miniera era una lingua nera che svaniva nelle tenebre, le case in legno scrostato somigliavano alle lapidi del cimitero dove poche ora prima avevano seppellito Sean MacCullen, professione baro. Che cesso di posto, pensò. Guardò Magdalene che lo stava aspettando sul letto, nuda.

Qualcuno bussò alla porta.

È arrivata l’acqua calda. Tre donne robuste portavano sei secchi fumanti. Tutto a posto Magdalene? Sì, giudice. Smettila di chiamarmi così, e fai il tuo lavoro. Contento sceriffo? Fatto? Fuori.

La porta si richiuse in meno di un minuto. Buona notte testa di cazzo.

Mi taglierà un altro dito. Un altro? Ah, allora è per questo che le manca un mignolo. No, non dire sciocchezze. Ma sapeva che sarebbe stato così, gli occhi di Benjamin avevano parlato. Quella ruggine, quel Rust cominciava a farlo incazzare. Facciamo il bagno ora. Va bene.

Gli venne un’idea.

Si spogliò, si mise nella vasca e si lasciò sciacquare, alcuni pensieri si fecero tangibili e dovette rimandare all’indomani tutto il resto. Oh babe…

Il mattino successivo mentre tutti i minatori di Ajo stavano già scavando nelle budella di santa madre terra Jesse usciva dal Saloon. Aveva fatto colazione con gli avanzi della sera prima, le ragazze dormivano ancora dopo una notte passata a darsi via per quattro centesimi a botta, e  il giudice non si era ancora fatto vedere. Fuori, la strada era gialla e rovente, il sole arrostiva e lui ne aveva già piene le tasche di quel paese.

Sceriffo! Magdalene alla finestra lo stava salutando. Hey fiorellino. Addio. Lo salutò con la mano avvolta da uno straccio bianco.

L’idea tornò a farsi strada, e in un secondo decise di fare ciò che aveva in mente. Rientrò nel Saloon e vide il giudice vestito e sbarbato dietro al bancone. Gli lanciò di nuovo la stella da sceriffo. Questa volta Benjamin si guardò bene dal protestare. Si limitò a sorridere. Stanco di vivere? No. Ho lasciato la sacca del tabacco su dalla ragazza. Non puoi salire ora. Sì che posso.

Che idea del cazzo, Jesse. Spera solo che vada bene.

Speriamo.

Intanto leviamoci dalle palle.

Bisacce piene, due otri di acqua, cartucce trenta.trenta, un Winchester 73 e uno Stetson nuovo di zecca, il suo cavallo sulla pista verso nord, direzione Gila Band e St. Lucy al trotto fino alle rive del Sikort. Zoccoli in acqua e all’ombra di un grosso boulder Jesse si era seduto e si era messo ad aspettare. Tutta la giornata, pomeriggio incluso, tra sonno, caldo e qualche mosca fastidiosa. Finché giunse sera, e sentì gli zoccoli di un cavallo al passo avvicinarsi.

Hey. Scendi, vieni al fuoco. Aspetta. Magdalene aprì la bisaccia della sua sella. Questa è tua. La Colt Navy su una piccola mano con tre dita. Fammi vedere. Piano. Faccio piano.

Il fuoco scaldava la sera attorno a loro. È pulita. Grazie. Hai fatto come ti ho detto? C’è una lapide in più al cimitero, ora. Già. Baro e giudice. Ruggine.

Scese da cavallo e vacillò. Si appoggiò al suo petto, e lui la fece sedere vicino al fuoco. Ti hanno vista? Sì, tutti. Già. Cosa ti hanno detto? Di andare via, non c’era più lo sceriffo, e manco il giudice. Risero.

Posso stare con te un po’? Sì, finché la mano non sarà guarita. Ok.

Anche i cavalli fecero amicizia quella notte, e tutti e quattro dormirono in pace sotto le stelle.

© Luca Bonisoli, 2017

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