Frontiere [12] di Luca Bonisoli

SPRINGFIELD 1865

“Il tempo, oltre ad essere galantuomo,
è palindromo. A volte scorre in avanti
a volte all’indietro.
Ma tutto sembra vero lo stesso.”
(Curzio Cazzaniga)

 

Phil Coe era del Texas. Mai incontrato uno vile come lui. Per un motivo stupido si era messo in testa che doveva ammazzare Bill Hickok. Ma non aveva il coraggio di farlo da solo, e allora pagò da bere a duecento vaccari, tanti erano. Contava di aizzarli contro Wild Bill e poi nella mischia l’avrebbe fatto fuori con le pistole. Ma il vecchio Yankee riuscì  non so come a sapere. E si appostò dietro un angolo. Quando Coe sbucò, gli puntò le due pistole allo stomaco. I colpi andarono a segno e Coe morì uno o due giorni dopo, non ricordo. Quello che so è che Wild Bill fece vedere le sue pistole ai vaccari che erano accorsi e disse: c’è qualcuno di voi ragazzi che vuole il resto delle mie pallottole? Ah, dannazione. Nessuno fiatò, nessuno disse mezza parola. Anche perché erano tutti ubriachi e non avevano capito che cosa diavolo era successo.
Perché Coe voleva ammazzarlo?
Il vecchio Jack inspirò l’ultimo Virginia che ardeva nella pipa, e poi sbuffò il fumo con lentezza.
Per una solenne idiozia.
Era sera, nel luglio del 1865. Jesse si era aggregato a un gruppo di vaccari con il compito di trasferire una mandria di oltre mille capi da Springfield alle zone di frontiera del Texas occidentale. Era entrato in città quel giorno e stava aspettando che le bestie venissero messe a disposizione. Al tramonto aveva cenato al Saloon della piazza principale e poi si era messo seduto sulle panche di legno sotto il portico dell’ingresso. L’ora più bella per fumare e parlare con gli sconosciuti.
Coe, assieme al suo socio, aveva aperto un Saloon ad Abilene. E aveva avuto la bella idea di far dipingere sulla murata esterna di quell’edificio un toro, col suo coso, insomma… col suo affare bello grosso in mezzo alle zampe. Ho reso l’idea, ragazzo?
Sì, hai reso.
Beh, Wild Bill era sceriffo di Abilene, e andò da Coe e gli chiese di levare quel toro. O, almeno, di cancellargli l’affare. Ma quello scemo non volle farlo.
Jesse annuiva. Anche se aveva soltanto ventiquattro anni aveva imparato da molto tempo come ci si doveva comportare. L’indaco della sera che svaniva nella notte, gli zoccoli ferrati di qualche cavallo al passo, il suono del pianoforte del Saloon alle sue spalle, le parole di quello sconosciuto – il vecchio Jack: ogni tassello sembrava al suo posto giusto. Era un momento in cui qualcosa capitava sempre, e bisognava stare attenti e zitti.
Sai che fece? Gli disse che non aveva paura di lui, che era un dannato Yankee, che ce l’aveva coi texani e cose così. Wesley Clemmons, un altro piantagrane che era lì per caso, disse: hey Coe, se pensi che Bill debba essere ammazzato, perché non lo fai tu? E così le cose peggiorarono…
Jesse si accese una sigaretta.
E che fece questo Coe?
Quello che fanno tutti gli sbruffoni. Gli disse che lui era così abile che avrebbe potuto colpire l’ala di un corvo mentre volava! Figurati se Wild Bill si poteva impressionare. Stette zitto qualche secondo e poi gli disse: beh ma così è facile, perché i corvi non hanno pistole con cui spararti indietro.
E fu solo per questa cosa che Coe organizzò l’agguato con duecento vaccari?
Era un idiota. Se adesso entri qui nel Saloon e vai ai tavoli del poker troverai Wild Bill seduto a giocare. Vacci, guardalo bene. E poi dimmi se quel Coe non era in cerca del suo funerale.
Però Jesse non aveva nessuna intenzione di entrare. Aveva conosciuto sulla pista molti uomini come Coe, e altrettanti come Hickok. E, sebbene la sua esperienza di vita fosse limitata, aveva capito che non era vero che i più bravi, i migliori e i più intelligenti ne uscivano bene dal confronto con gli imbecilli. Perché non esistevano regole da quelle parti, se non quelle che con grande fatica qualche prepotente con la stella tentava di far rispettare. Aveva assistito a molti agguati finiti male. Gente che si rialzava a fatica dalla polvere per morire due o tre giorni dopo. E chi rimaneva giù erano tanto gli svegli quanto gli idioti. Ciò che sembrava contare era l’astuzia, la sfrontatezza, la prepotenza, e la fortuna. Ogni paese che aveva attraversato, ogni città, era così. Si alzò dalla panca, con i muscoli della schiena indolenziti, salutò con un cenno il vecchio Jack e andò verso la stalla per riposare.
All’alba del mattino successivo, mentre faceva fare le cinquanta yarde al cavallo prima di stringergli la sella, sentì lo stalliere parlare con il suo garzone. Raccontava di come la sera prima Davis Tutt e Hickok, che erano diventati amici tempo addietro nonostante il primo fosse stato un soldato Confederato e l’altro un Nordista, avevano litigato per un debito di gioco. Tutt aveva afferrato la cipolla  Waltham di Wild Bill dal tavolo, e se l’era tenuta come pegno in attesa di vedersi restituiti i soldi. L’orologio era d’oro, e il debito reclamato era invece di soli quindici dollari. Quella mattina alle dieci in punto i due si sarebbero incontrati nella piazza di Springfield per aggiustare la cosa. Wild Bill avrebbe dovuto portare quindici monete da uno, e Tutt gli avrebbe restituito il Waltham d’oro.
Ah, ragazzo. A un quarto alle dieci io chiudo la stalla e corro in piazza. Voglio vedere come va a finire questa storia!
Ridevano eccitati picchiando le mani sulle gambe. Jesse evitava di guardarli. Gli davano fastidio. Serrò la sella sotto la pancia del suo baio, e lo accompagnò per le briglie verso l’uscita.
Vaccaro! Non vieni a vedere Wild Bill in piazza?
Non ho tempo.
Non si voltò neppure. Guidò il cavallo lungo la strada impolverata che portava ai pascoli e al Ranch dei McKenzie dove si sarebbe riunita la mandria. Aveva visto troppe morti stupide per sopportarne un’altra. Perché, poi?
Mesi dopo, rientrato a Holbrook, seppe che quel giorno Hickok era andato in piazza e aveva fatto vedere le tasche vuote a Tutt non restituendo il debito di gioco.
Alle sei di sera il suo vecchio amico Confederato giaceva nella polvere trapassato da un colpo calibro .45.
E la notizia lo lasciò del tutto indifferente.

© Luca Bonisoli, 2018

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