DoctorWriter [54] di MariaGiovanna Luini

UNA LETTERA D’AMORE

Ho una lettera sulla scrivania: è spuntata fuori dal niente del caos che ciclicamente popola la stanza dove scrivo, leggo, medito, creo parole che altri leggeranno (perché io non le riguardo mai). Dorme in una busta bianco pulito, di carta leggera: la immagino estratta da un pacco da cinquanta comprato in cartoleria. Quanto amavo le cartolerie: a Calco ce n’era solo una, davanti al Comune e, ormai quarant’anni fa, a destra di uno dei primi ambulatori di mio padre. Quando, a quattro o cinque anni, lo aspettavamo sulla Celestina (una Diane sei azzurra che fu dismessa a malincuore quando iniziò a perdere pezzi vitali per il proprio sereno funzionamento) mio fratello Filippo si accaniva sul meccanismo di accensione mentre mi perdevo a scrutare la vetrina con i quaderni e le matite e le BIC blu. Non ho mai capito perché mio padre lasciasse in auto le chiavi, visto che Filippo riusciva ad accendere e a farci fare un inquietante balzo avanti, spettacolo gradito ai passanti che, saggi, evitavano di passare troppo vicini. Ma ritorniamo alla cartoleria. La signora che la gestiva aveva i capelli castani a crocchia e sorrideva quando mi vedeva entrare: le piaceva la mia curiosità, amava che fossi appassionata di scrittura nei primi anni della vita. Perché quando ho imparato a leggere e scrivere da sola verso i tre anni, azzeccando le doppie e le h e il corredo grammaticale necessario, lo stupore stizzito di mia madre (detestava i bambini prodigio, e spero abbia poi capito che non lo sono mai stata) si accompagnava alla tenerezza di regalarmi taccuini, fogli, diari da riempire. La signora della cartoleria aveva voce pacata e modi gentili, l’ho sempre paragonata a una nobildonna che i rovesci della sorte avessero costretto a lavorare ma affrontasse il destino divertendosi un bel po’. Vendeva pacchi di buste bianche che nell’adolescenza furono tra i miei maggiori acquisti: adoravo scrivere lettere, avevo amici in tutto il mondo e mi dilungavo in racconti più o meno fantasiosi infilando due o tre fogli A4 in buste come questa. Questa busta davanti a me.
Mesi fa ho riordinato il caos, ho tentato di farlo: l’età e gli studi di medicina orientale, la spiritualità e, forse, due o tre mazzate arrivate a segno mi rendono consapevole di quanto sia necessario mantenere un ordine interiore ed esteriore per non complicare le energie. Infilando le mani negli oggetti che accumulo, tirando via e donando, mettendo in circolo ricordi che altrimenti dormirebbero asfissiandomi creo spazi e vuoto, e silenzi. Mi risano, liberando persone e relazioni che resterebbero legate a fili privi di senso, remoti. Sarà il segno zodiacale (Pesci ascendente Pesci), sarà un meccanismo salvavita che scatta inesorabile quando intuisco che un problema sia diventato dolore, sono efficacissima nel chiudere con il passato e tirare avanti avendo risolto ogni sospeso.
Insomma ho ripulito la mia stanza e dato un ordine, e ho trovato la lettera: con le dita ho divaricato appena per spiare senza farmi male. Ma non sono riuscita a leggere. Ho tentato un paio di giorni dopo, estraendo i fogli e osservando la grafia chiarissima. Niente: le parole, magnifiche nell’evocazione di un amore che incendiò Giovanna e non solo lei, rimbalzano prima di sfiorare le pupille. Eppure la busta bianca, l’adesivo blu di posta prioritaria, l’indirizzo scritto a mano di un luogo dove non risiedo più, il mittente coraggioso spiegato con chiarezza dovrebbero rassicurarmi.
Ho appoggiato la lettera sotto lo schermo del computer della scrittura: la guardo quando mi siedo, delicata e perplessa la sfioro. E non la apro. Perché l’amore racchiuso rischia di esplodere in una bolla che non immaginavo, generata un numero di anni fa che non ricordo. Ricordo gli sguardi, le carezze e le parole ma non quando iniziò: credo ci sia sempre stato, nei passaggi di incarnazioni che ci hanno reso amanti, coniugi, amici, fratelli. Ma leggerlo, con la grafia che mi illudevo di non ricordare, è tutta un’altra storia.

© MariaGiovanna Luini, 2017


MariaGiovanna Luini è tra gli autori dell’antologia “IN VIAGGIO” (collana Sdiario, Edizioni del Gattaccio).

Per acquistarlo potete scrivere a: info@edizionidelgattaccio.it

Buona lettura!

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