Dislessico famigliare [20] di Nicoletta Vallorani

Foto dal web

CHI SCENDE CHI SALE

Ci sono due donne, di espressioni e visi abbastanza simili da poter essere imparentati, sebbene la luce nei loro occhi sia diversa: in un caso assassina, nell’altro rassegnata. L’assassina  ha 90 anni e l’aria di una bambina ostinata che si rifiuta di lavarsi i denti come necessario. In piedi davanti ai fornelli, rimesta svogliatamente una broda incolore. La rassegnata, 60 anni circa mal portati,  è seduta a pochi passi, in apparenza stremata.
«Ora mi devi veramente spiegare perché non vuoi che la signora delle pulizie cucini anche qualcosa per te e per papà.»
«Io sto bene come sto» risponde l’assassina, stringendo il cucchiaio di legno come fosse una sciabola. «E papà non se lo merita.»
La rassegnata scuote la testa. «Papà deve mangiare meglio. Specialmente adesso che è caduto dalle scale!»
L’assassina incrementa la velocità del mestolo, schizzando parte della brodaglia sul fornello. «Non si è fatto niente» ringhia.
«Appunto. Tu devi prenderti cura di lui, proprio perché non si è fatto niente. Ma se è debole, magari, la prossima volta…»
La frase rimane sospesa nel silenzio ovattato. Poi l’assassina si gira e sorridendo sussurra. “«La prossima volta, lo spingo meglio…»

© Nicoletta Vallorani, 2017

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