Dislessico famigliare [11] di Nicoletta Vallorani

© in foto Iris Barrel

LA FUGA

Nel ristorante, la nonna, 89 anni suonati, è incorniciata dalle sue figlie, 55 e 58 anni, che adorano prendersi cura di lei. Non è proprio “cura”: forse sarebbe più corretto parlare di “vendetta”: dopo aver subito istruzioni, consigli, insistenze, indicazioni per circa 50 anni e più, ora le due istruiscono l’anziana, tentando di organizzarle la vita.
«Allora, mamma: oggi non vai a giocare a carte con le tue amiche».
«Ci vai domani. Hai capito?»
«Quindi Paola non viene a prenderti per accompagnarti in macchina».
«Hai capito? Viene domani».
La nonna ascolta il coro stereo, annuisce, e mangia i tagliolini allo scoglio. Dopo 20’, guarda l’orologio e dice: «Va bene, mi metto la giacca perché tra poco Paola mi viene a prendere».
Le due figlie in stereo: «Mamma, vai a giocare domani, non oggi!»
La nonna si rimette seduta e riattacca i tagliolini.
Tempo 20’, la nonna riguarda l’orologio e afferra la sciarpa. «Vado, che ora Paola mi viene a prendere» dice.
«Mamma, accidenti, è DOMANI …»
La nonna la guarda. «Ah non è oggi? Allora vado in bagno».
Si alza. Una delle due figlie accenna a seguirla. L’altra, più saggia, la trattiene. «Dove vuoi che vada?» sussurra. La cosa risulterà una evidente sottovalutazione.
L’anziana si alza e tutti riprendono a mangiare. Continuano serenamente, almeno fino a quando, attraverso la vetrata del ristorante, vedono fuori un’anziana in golfino fucsia e coi guanti in tinta che cerca di fermare le macchine di passaggio per farsi portare via di lì. A giocare a carte con le sue amiche.

© Nicoletta Vallorani, 2017

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