Dislessico famigliare [1] di Nicoletta Vallorani

anziano

Lui: 90 anni suonati, cattolico compulsivo e tuttavia sessualmente attivo anche a questa veneranda età. Anche sedato, esercita il suo ruolo di marito, nel letto e fuori di esso con maniacale regolarità. E’ convinto che ogni cosa, soprattutto se negativa, sia un segno della presenza di Dio. E’ profondamente, intimamente convinto del fatto che non siamo qui per divertirci, in questa valle di lacrime; e tuttavia, in segreto, a volte arriva persino a confessarsi che lui in questo mondo ci piange benissimo, e ci resterebbe fino al raddoppio dei suoi anni, considerevoli anche ora.

Lei: 86 anni, sarebbe stata una pasionaria comunista, un’astronauta, una dirigente d’azienda, una femminista, o Giovanna d’Arco con la spada e senza troppe manie mistiche se fosse nata in un’epoca diversa. Invece è sposata da 65 anni con lo stesso uomo, quello di cui sopra, e costui non l’ha mollata un secondo. Poco interessata alle pratiche del sacro talamo, in genere iniziate e concluse in 19.09 secondi, come i 200 metri di Usain Bolt, farebbe volentieri a meno di questa pratica di coppia. Soprattutto, gradirebbe essere lasciata a se stessa in qualche momento della sua giornata. L’impossibilità di sottrarsi alle prediche del marito di cui sopra ha accentuato il suo talento a essere una rompicoglioni suprema, cosa che sarebbe stata comunque, in qualunque epoca, e che tuttavia ha raggiunto vette insospettabili in un contesto di questo tipo, e grazie al marito che si è scelta.

Situazione: 65° anniversario di matrimonio, un evento che alcuni considerano contronatura e che tuttavia lui intende festeggiare, con una pacatissima indulgenza a certi lussi (due mele invece di una), e con la conferma del patto coniugale, evidentemente, nel talamo.

Lui (accantonando il piatto sul povero desco e assumendo aria da martire): Tu lo sai, moglie mia, che in 65 anni ti ho dato TUTTO me stesso.

Lei (togliendosi gli occhiali e guardandolo come fosse la prima volta): E chi te l’ha chiesto? Comunque qualcosa potevi anche tenertelo.

© Nicoletta Vallorani, 2015

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