Depistolario [9] di Clara Abatangelo e Raffaele Rutigliano

Penna, e calai la mano. Accalappiai, così, dal nervo del collo al tendine carpale una serie di scariche elettro-celebrative. Non auto…, perché non ce l’ho. Solo moto o movimenti meccanici insensibili a una psiche deteriorata. Quindi, scappo, ma non ha senso. Quindi, rifuggo, sì, ecco: rifuggo da un mondo, il mio, che mi piace.
Attendo, così, il Messia che arriverà. Mica fa come quei soliti che ritardano agli appuntamenti?
No, impossibile. Sarà puntuale come una telenovela, all’ora di punta. Verrà con l’abito, sarà elegante, come nel suo stile.
L’appuntamento è per le sette e trenta sotto la croce, al crocevia tra via Togliatti e la Preneste. La croce è riconoscibile perché ricoperta da un’edera secolare rinnovatrice a ogni primavera di foglie e rami.
L’attenderò fiducioso con tanto di invito, ho stampato il coupon. Sarò riconoscibile dall’auto bianca come la sua colomba, una vecchissima Uno. E dai chiodi stretti in pugno. Gli dirò papale papale tutto ciò che avrò da dirgli tra un tozzo di pane e un bicchiere di vino.
Resto in attesa di scomunicazioni varie ed eventuali.

Suo, Pasquale

Lo attendo anch’io, sa? Me ne sto lì in via della Mangiatoia per 364 giorni all’anno,  di medianotte in medianotte. Gli ho detto che mi riconoscerà dalla stella e dal Financial Times sotto al braccio. Gli ho detto anche che non ne posso più con questa manfrina del panettone: canditi no, uvetta sì; come se a questo mondo si potesse decidere tutto. È un uomo inconcepibile, glielo diceva sempre anche Gabriele. Ma sua madre no, la madre sua non può: e ha fatto tutto quel bordello con i crismi, i dogmi e tutto il resto. Io lo aspetto per dirgli che questa cosa dell’unoetrino non regge proprio, non ci crederebbe neanche un bambino. Sarebbe un po’ come se il bue desse del cornuto all’asino invece che a Giuseppe, con i pastori che stanno a guardare senza dire niente. Lo aspetto a suon di campane, muschio e neve di polistirolo, per dirgli di non venire all’appuntamento con Lei, Pasquale, ché gli fareste una festa mesta come se fosse un agnellino e non un uomo. Io lo creo ogni anno e io lo distruggerò se mai arriverà in ritardo, perché Stefano è già tutto un Maalox e non reggerebbe anche questo colpo.
La prego quindi di moderarvi e di portare pazienza: questa gente è abituata a considerare il buonsenso come una bestemmia, mentre aspetta, aspetta e non succede mai niente.

Suo, Natale

© Clara Abatangelo e Raffaele Rutigliano

1 Comment

  1. Ti scrivo ancora una volta.
    Ho perso il conto, delle volte che ti ho scritto ma tanto so che non risponderai nemmeno a questa, perché mi tieni ancora il broncio.
    Solo perché ti ho dato un bacio e te ti sei fatto tutto un film e invece era solo uno scherzo e ti sei sentito tradito.
    Jude Hey

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