Dalle parti dell’arte [1] di Mario E. Bianco

Li-Po (acquarello)

Li-Po (acquarello)

Difficile strada

Bicchieri d’oro, limpido vino,
a diecimila monete la misura,
piatti di giada, cibi prelibati
a diecimila monete di valore.
Ma non tocco il bicchiere e getto i bastoncini,
no, non mi sento di mangiare !
Snudo la spada, mi guardo attorno,
ma smarrito è il cuore.
Passare vorrei il Fiume Giallo
Ma il ghiaccio lo chiude,
salire vorrei il T’ai-hang
ma il monte è pieno di neve.
Nell’ozio, mi metto a pescare
al ruscello di giada,
ma a un tratto risalgo il battello
e vado in sogno ai confini del sole.
Difficile strada! Difficile Strada!
Fra tanti tralci quale tenere?
Nel gran vento, tra l’onde sconvolte,
quando tempo sarà,
alzerò la mia vela diritta alle nubi,
passerò il vasto mare.

Li -Po, m. nel 762 a T’hang-tu nell’Anhui

Le righe di sopra raccolgono un frammento di un noto poemetto drammatico intitolato La difficile strada del poeta Li Po o Li Bai, uomo grandissimo, vissuto nella Cina del periodo glorioso T’ang, intorno all’800 d.C. circa.
Questa poesia la incontrai più di 40 anni fa, e mi colpì e ispirò subito; prendeva me che attraversavo un momento delicato o difficile, e mi faceva sentire più partecipe delle sue umane vicende, lontane solo nel tempo. Io stavo cercando una via, uno sbocco, nuove soluzioni anche nella mia arte che andava allontanandosi sempre di più da certe regole figurative che avevano a che fare col “reale” con una sua riproduzione verosimile.
Pensavo, abbozzavo, disegnavo e cercavo di ridurre all’essenza il senso di quei versi, una viva sintesi intravista solo negli occhi della mia mente; cercavo di materializzare in una figura, quasi simbolica, eseguita con pochi segni, quella difficile strada, spoglia di ogni elemento riconoscibile o verosimile, come elementi di paesaggio rocce, alberi, fronde, torrenti.

Dopo tanti esperimenti arrivai ad un risultato soddisfacente: pochi tratti di matita, di pennello, di materia: una via, una fascia di segni che sale verso la sinistra poi svolta a gomito verso destra e sale ancora, e va… alla ricerca.
Ho ancora molti disegni su questo tema, e ho dipinto la “difficile strada” in vari formati e con tecniche diverse, lapis, matite colorate, acquerelli ed inchiostri, dipinti anche grandi, eseguiti con colori acrilici. Questi segni ascendenti, questo motivo tortuoso è stato importantissimo per me, da quell’immagine legata alla mia interpretazione di Li Po si sono distillati poi altri segni ancora più essenziali come il “fluire” a cui ho cercato di alludere, negli anni seguenti, con tanti lavori anche plastici e polimaterici.

Una poesia, un brano letterario possono contare molto nella vita di un artista, di un pittore, di un musicista: possono dare uno spunto, ancora di più, essere come un acciarino che accende le polveri sepolte, e fa saltare in aria barriere, e apre nuove porte.
Anzi a proposito di porte, dopo di ciò ho fatto un bel po’ di opere dedicate al simbolo della “porta”….

© foto e testo di Mario E. Bianco

 La opere fotografate sono di Mario E. Bianco.

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