Cronache dalla città [10] di Francesco Di Domenico

Stalker francese che sente Morandi in cuffia, foto di F. Di Domenico

Stalker francese che sente Morandi in cuffia, foto di F. Di Domenico

MONGHIDORO (BOLOGNA)

La fortuna di un luogo.
Nel 1528 in questo paesino dominava Armaciotto dei Ramazzotti, sicuramente avo di Eros.
Poi la storia si ripeté e nel dicembre del ’44 ci fece nascere Morandi.
Le mani grandi la dicono lunga sulla primaria vocazione del piccolo calzolaio: il palpeggiatore.
La sua tecnica era sperimentata, lui palpeggiava e beccava anche schiaffi, ma poi arrivava inevitabilmente al successo, e lo raccontò in un suo progetto canzone: “Una su mille” (Se la fa). Ma l’indagine parte da lontano.
La rivisitazione storica da sempre dei risultati sconvolgenti, in questo caso si scovano veri e propri reati, anche se a quel tempo non lo erano.
La prima canzone di successo di Morandi – diciamo la seconda, perché la prima meglio non analizzarla altrimenti i reati passano a due [induzione ideologica alla violazione del codice della strada: “Andavo a cento all’ora”] – è stata: “Fatti mandare dalla mamma!” ed è un autentico manifesto ideologico dello stalking.
«E’ un’ora che aspetto davanti al portone; su, trova una scusa per uscire di casa».
Qui si evince già l’abitudine del teppista a controllare la preda con appostamenti mirati, poi parte la prima ingiunzione:
«Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte devo dirti qualche cosa che riguarda noi due».
Noi due chi? – pensa la ragazza, io sono già fidanzata – e fa finta di niente, tra l’altro la scusa di scendere per andare a prendere il latte non sta in piedi, a Monghidoro tutti hanno la mucca nella stalla e al massimo la vanno a mungere, l’unico che non ce l’ha è il ciabattino del paese: il padre del lestofante.
«T’ho vista uscire dalla scuola insieme ad un altro con la mano nella mano passeggiava con te».
La dichiarazione è sconcertante: era appostato davanti alla scuola? La ragazza non può denunciarlo, in paese sono tutti comunisti, alle ultime elezioni su 100 voti, 99 sono andati al Pci e una scheda è rimasta bianca perché  Totuzzo il cieco del paese non ha voluto essere accompagnato e, sbagliando, ha disegnato una x sul pedigree sotto il collare del cane-guida, sulla scheda di anzianità, alla voce “Se il cane è stanco e bisogna abbatterlo, sovrapporre una x sulla casella“.
Nessuno crederebbe alla ragazza perché il ciabattino paterno le darebbe della reazionaria.
E lui intima: «Tu digli a quel coso che sono geloso che se lo rivedo gli spaccherò il muso».
Definisce “quel coso” un lindo giovane, che poi scopriremo diventerà il medico condotto del paese ed è un ottimo partito per la giovane. Minaccia di prenderlo a botte. Lo stalcking è evidente ma non riuscirà anche se il subdolo tentativo di convincerla con toni bassi…
«Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte. Presto scendi, scendi amore, ho bisogno di te», implorandole un bisogno d’amore, come il pedofilo tirchio che chiede lui le caramelle al bambino.
Ora a Monghidoro stanno costruendo un muro per evitare che Morandi vi possa tornare con Barbara Cola.
A 50 anni di distanza chiediamo che sia fatta luce, gli infermieri che mi detengono la spengono troppo presto la sera e non riesco neanche a finire di scrivere i miei saggi acrobatici sulla storia e sulla geografia.

© Francesco Di Domenico, 2016

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