Capi d’imputazione [3] di Nicoletta Vallorani

Da web

IL CAPO MEDICO COMPATIBILE

È generalmente cicciottello, ma ritiene che la sua ciccia sia solo una simbolica espansione del suo ego, e in quanto tale pregevole. È molto ricco, per parte di moglie, e parzialmente nobile, per parte di madre. Nega la prima qualifica per ragioni di dichiarazione dei redditi mentre enfatizza la seconda, attribuendole un’origine antica e stolidamente prestigiosa. Per chi poi, non si sa. Ritiene inspiegabile, anche con se stesso, essere pervenuto a conseguire la laurea comunemente ritenuta prestigiosa, con successiva specializzazione. Non ricorda come un simile evento si sia verificato, e per questo ha dovuto sviluppare considerevoli doti narrative per poter raccontare prodezze che non ha mai compiuto.

In riunioni, adunanze e assemblee, prende sempre la parola senza aver nulla da dire, spesso si esibisce in battute sconce, generalmente a sfondo sessista, e si ritiene molto spiritoso, essendolo di fatto quando cerca di essere serio. Odia le donne assertive, che teme come la peste e che segretamente etichetta come lesbiche. Rare volte, esplicita questa sua sottile valutazione, sempre con la persona sbagliata, che invariabilmente va a riferire il lesbismo immaginario all’oggetto ignaro della diffamazione. Quest’oggetto, che di norma è una donna troppo scaltra per contraddirlo apertamente, poi si vendica assumendo con lui atteggiamenti ironicamente minacciosi e invitandolo alle sue lezioni di boxe. La cosa provoca al capo medico-compatibile incubi ingovernabili, dei quali non si libererà finché campa.

© Nicoletta Vallorani, 2018

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