Piccole storie [12] di Barbara Garlaschelli

Pippa Bacca a Istanbul, marzo 2008. Fotografia di Sirio Magnabosco

CADUTA DENTRO UN NO

Cammina strascicando i piedi,
si porta dietro, intrecciati
alla coda del vestito,
tutti i silenzi ricevuti
e le risposte in bilico
e le bugie.

Attraversa la piazza assolata,
scende lungo una strada vuota
domandandosi dove sia finito
il resto del mondo.

Guarda una finestra buia
e si ferma.
Dentro quel buio, una piccola luce brilla.
Qualcuno sta fumando.
La piccola luce si fa più intensa poi sparisce.

Di nuovo sola,
trascina la lunga coda
del vestito bianco
lungo la strada.
Oggi ha perso l’equilibrio
ed è caduta dentro un “no”.

Quando ho scritto questa ballata/ racconto l’ho fatto come spesso mi capita con le mie prose brevi: di getto. Poi sono andata su Google per cercare un’immagine e ho digitato: “sposa che cammna per strada”, e mi è apparsa questa foto.
Una volta postata, un’amica ha commentato: “Ma sai che quella è Pippa Bacca?” Non lo sapevo, anzi, pensavo che si riferisse alla fotografa. Poi un’altra amica mi ha scritto: “Ma non puoi non saperlo” e mi ha mandato il link con la storia di questa giovane artista.
Sono rimasta senza parole. Era come se, senza saperlo, avessi scritto la sua storia.
Una coincidenza incredibile.
Ma come scrive Paul Auster nel suo bellissimo “Il taccuino rosso” (che vi consiglio vivamente): “Ho capito che i libri non sono mai finiti, che è possibile per alcune storie continuare a scriversi senza il loro autore.”
E forse le coincidenze non esistono, ma siamo tutti dentro un grande libro le cui storie s’incrociano.
Poi è arrivato Basilio Santoro e mi ha fatto uno dei suoi regali…
E Raffaele Rutigliano pure.

B.G.

Video di Basilio Santoro

E un giorno ti svegli con le parole in testa, ti girano forte per non dimenticarle, ma il tempo di metterle per iscritto è un attimo, e poi cerchi un’immagine che meglio si sposa con esse, la trovi ed è una donna con l’abito da sposa e con le scarpe in mano che si avvia per una strada comune, è di spalle, sembra che pianga, o che rida, o che porti un fardello d’insoddisfazione, nessun peso però è più pesante di un dolore, che sia perdita o meno, è un grido emesso di spalle, per non farsi vedere, di nascosto, dietro l’ombra che si allunga sull’asfalto bollente. E i piedi non provano dolore, proseguono con passo fermo verso il poi, il futuro che tutti si aspettano lì davanti o oltre l’angolo dell’ignoto vivere.

Esistere è una magia e Barbara Garlaschelli riesce a cucire questa magia addosso alle persone, fortificandole. E poi arriva Basilio Santoro, al quale non devi chiedere nulla, e trasforma le parole, e i suoni, e ancora altre parole, in qualcosa di unico.

Queste sono le persone che siamo, e che siano passate per Sdiario o meno non ha alcuna importanza, perché speciali in fondo lo siamo un po’ tutti, siamo quelli che sognano e continueranno a farlo, tutto qui.

Raffaele Rutigliano

© Sdiario, 2016

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