Bipede a quattro mani [3] di Raffaele Rutigliano

Fëdor Dostoevskij

Fëdor Dostoevskij

Il Pane di Dostoevskij

Io no vivo senza te.
L’ho sentito in metro. Stamane. Da un fuorilegge.
Io non vivo senza lei. (L’ho pensato).
E vivere per un cazzo di panino?
No, è maschile, il panino. Mi piacciono le bionde, quelle da alta nicotina. Quelle che ti affondano i polmoni e la gola che da profonda diventa macolata per il catrame.
E scrivo boccheggiando. E lavoro boccheggiando.
Perché scrivo con una mano e lavoro con l’altra.
Con una mano scrivo e con l’altra lavoro, cerco di lavorare per permettere alla sinistra di scrivere. Ma la destra ogni tanto si ferma e fa dito medio fuori dalla finestra. Mentre la sinistra scrive.
La destra tenta di portarsi al cavallo basso per stringere i coglioni, la sinistra scrive di coglioni.
La destra sale su e gratta il capo, una volta pieno di capelli, la sinistra scrive di teste di cazzo, deformi.
La destra ritorna sul mouse, la sinistra scrive di felini.
La destra cerca di…, la sinistra fa.
Sono mancino, ma scrivo anche con la destra, a volte, quando non fa.
Il panino lo mangio con entrambe le mani perché con la destra porgo i soldi e con la sinistra prendo il resto. Poi entrambe portano il panino alla bocca sino all’esaurimento dello stesso. La carta viene gettata nel cestino con la destra, la sinistra riprende a scrivere.
Scrivo con la sinistra, quindi sono mancino.
Dicono che i migliori panettieri siano mancini. Dicono che i migliori scrittori siano mancini.
La destra si butta nella mischia per ferrare pugni, la sinistra prende appunti per scrivere verbali.
Una volta scrivevo anche con la penna, ora scrivo su tastiera, anche solo con una mano, la destra lavora. E lavora per il pane. Ché il panino l’abbiamo già mangiato e con entrambe le mani.
Lui, Fëdor, scrive, tanto magna.
Io, che non mi chiamo Fëdor, scrivo. Magno lo stesso, e grazie alla destra.
La sinistra scrive con l’emisfero destro, la destra ricorda con l’emisfero sinistro. Si ricorda di scrivere con la sinistra, ché sono mancino e ogni tanto si ricorda di saper scrivere anche con la destra, quando gli va.
La sinistra pone attributi, la destra persuade. Perché il persuadere è necessario, perché eroticamente ne trae ispirazione dallo scrivere: cazzo o patonza.
La sinistra scrive di no-sense, la destra firma contratti. La scrittura è diversa, il notaio pure, la legge è uguale per tutti. No-sense, quindi sinistra. Sto scrivendo con la sinistra. L’ho detto.
Fëdor era di sinistra. Avremo qualcosa in comune? No. Ma scrivo con la sinistra, anche se non porta il pane, solo un panino alla bocca accompagnato dalla destra. (L’ho detto).
Tutto ciò non ha senso, sono mancino e me ne vanto.

© Raffaele Rutigliano

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