Ascoltami [5] di Doriano Zurlo

© Disegno di Gipi

Je suis… chi?

Tutti contro tutti. C’è una scema in Francia che chiede la pena di morte, che come deterrente per chi è disposto a farsi saltare col tritolo… insomma.

Non meglio va qui, dove ogni disgrazia è sempre buona per monetizzare, per cercare istintivo consenso intorno alla propria ideologia. C’è quello che ne approfitta per chiedere la chiusura delle frontiere. Certo, perché chi si sente in missione per conto di Allah e per questa missione vuole sacrificare la propria vita, per questa morte che di fatto dà senso alla sua vita, poi si affida a un barcone che potrebbe anche affondare e mandare tutto a puttane. Bah.

Non meglio va dall’altra parte. Sì, dall’altra parte. A sinistra. Monetizzare, monetizzare, anche lì. Distribuendo patenti di indignazione in nome della sempre presente e presunta, presunta quanto infondata, superiorità morale che l’italiano di sinistra sente di avere verso chiunque non la pensi come lui (e che come tale è, invariabilmente, un clerico fascista). E allora ecco il dito puntato: se non sei di sinistra non puoi dire “Je suis Charlie”. Io non l’ho detto, perché mi sembrava superficiale, ma trovo bello, e commovente, che molti l’abbiano detto, compresi quelli che della satira di quel giornale non condividono nulla e l’hanno combattuto. Forse nell’istinto dell’uomo europeo è rimasto qualcosa di quella frase che non è stata detta da Maometto: “Ama i tuoi nemici”. Ma è proprio questa radice che non va giù all’islamofilo di sinistra, che si trova spiazzato perché quanto successo non rientra nell’equazione: Islam = contro l’Occidente capitalista clerico fascista americanista = buono. Così tanto non rientra in questo schema che c’è addirittura chi dice che in tutta questa faccenda l’Islam non c’entra nulla. Possibile? Islamofilia in chiave ideologica e antioccidentale. È l’altra faccia dell’errore che fanno gli altri, gli islamofobi, quelli che chiamano alle armi invece di chiamare all’intensificazione e alla valorizzazione di chi nell’Islam, ad esempio il presidente dell’Egitto Al Sisi, ha una posizione diversa.

Ah! Poi c’è l’ateo, che cerca di monetizzare anche lui. E quindi non perde l’occasione di scagliarsi contro tutte le religioni. Ebrei, cristiani, musulmani. Ma è giusto? Non sarà non solo superficiale, ma anche molto, molto scorretto? Lasciando perdere Umberto Eco che, poverino, adesso come farà a vendere più di Houllebecq… il suo nuovo romanzo è spacciato… Ma è giusto? Vogliamo parlare di cosa hanno prodotto gli ateismi di Hitler e di Stalin?

Tutti contro tutti. Ma il mio cuore dov’è? Io, chi sono? Je suis… chi? Dov’è il mio cuore che è uguale (sì, è uguale) a quello del terrorista che ha impugnato il mitra, ed è uguale a quello del vignettista morto sotto i suoi colpi e che disegnava vignette a mio parere orribili. E che è uguale a quello del cingalese che voleva vendermi i fiori al semaforo stasera. E io ero stanco e scocciato e l’ho lasciato lì solo, al freddo, con i suoi fiori in mano e senza il mio euro che non mi costava niente dargli. Il mio cuore che è identico al loro nel bisogno di felicità e di giustizia, e di verità. Dov’è il mio cuore che è ferito dal male e che nonostante questo vuole il bene, cerca il bene. Dov’è? Dove troverà la forza di abbandonare gli schemi ideologici e di mettersi a costruire?

Il video che vi propongo oggi con la mia musica (più un slide-show che un video) è di qualche mese fa. Spero vi piaccia.

Ps: sto leggendo “Assalonne, Assalonne!” di William Faulkner.

© Doriano Zurlo

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