Ascoltami [3] di Doriano Zurlo

He sent you angels

Questo non è un video. No, perché, se fosse un video, non lo guardereste mai. Nove minuti di immagini statiche (a parte un paio di minuti di immagini in movimento all’incirca a metà, se riuscite ad arrivarci) farebbero venir voglia di suicidarsi a un morto, anche se a firmarle fosse Christopher Nolan.
Pensatelo al contrario. Questo è un brano musicale (come ce n’è tanti su youtube, per la gioia degli scaricatori compulsivi), che ha lo scopo di farvi sentire una musica senza che abbiate a spostarvi dal computer al vostro impianto hi-fi in salotto.
Youtube è pieno di video così. C’è solo la musica. Però su Youtube non si può caricare la sola traccia audio pura e semplice (per quello c’è Soundcloud). Quindi che si fa? Si prende una fotografia e la si piazza lì per tutto il brano, durasse sei ore (il brano) chisseneimporta.
Io sono di una generosità che quasi mi spaventa.
Perché mettere una immagine sola? Ne ho messe un fottìo.
Perché metterle a caso? Le ho ordinate secondo una sequenza più o meno narrativa (forse avrei dovuto dire: secondo uno storytelling, fa più figo).
Perché mettere una brutta fotografia di un tramonto o di tenere spighe piegate dalla brezza mattutina? Ho messo dei quadri. Quadri belli. Quadri di epoche diverse, da Giotto a Damien Hirst. E tutti quadri di angeli, visto che il brano si chiama come si chiama.
Quindi non prendetelo come un video. È una mostra d’arte. E perdonate la non sempre alta qualità delle immagini e l’imperizia registica, davvero notevole (purtroppo l’ho montato io).
Altra novità: trattasi di cover, non di mia composizione originale. Roger O’Donnell, l’autore di questo splendido pezzo, è il tastierista di un gruppo che mi piace e che, forse, è uscito illeso dagli anni ’80: The Cure. Quella che sentite è la mia versione. Lui l’aveva fatta tutta elettronica (potete sentirla qui); io l’ho fatta con chitarre, basso, qualche percussione, violino e un po’ di soft synth.
Fare cover è un modo per entrare nella musica di un altro e gustarla fino in fondo, fin nelle sue particelle elementari, nei suoi quanti invisibili. Adoro fare cover.
Quando c’era MySpace, con Roger ci scrivevamo. A lui piaceva molto un mio brano, che potete ascoltare qui.
Poi è arrivato Facebook e ha rovinato tutto.

Ps: sto leggendo “Non ti voglio vicino” di Barbara Garlaschelli.

© Doriano Zurlo

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