Ascoltami [1] di Doriano Zurlo

© Ascoltami, di Stefania Morgante

© Ascoltami, di Stefania Morgante

Uranus

Urano è un pianeta troppo lontano e solo e al freddo perché non gli si dedichi almeno una canzone. Qui devo aprire una polemica: perché tutte queste canzoni alla luna? Le merita?
Si fa fatica però a immaginare che questa sia una canzone, c’è solo un piano e nessuna parola. Vabbe’, che importa? È una canzone per pianoforte solo, ecco tutto.
Urano poi in greco vuol dire cielo e nell’antichità era il nonno di Zeus: casomai dovesse interessare.
È un ciccione di gas e ghiaccio, che gira lentamente, lentissimamente, intorno al sole. La sua temperatura minima può arrivare fino a 224 gradi sotto lo zero e mi domando perché non si mette a girare più veloce, che così si scalderebbe e incontrerebbe più spesso gli altri pianeti, anche se da lontano.
Forse gli piace starsene solo e al freddo.
La canzone ha un andamento inconsueto: una battuta in dieci ottavi, una in nove ottavi, una in dieci ottavi, una in nove… perlopiù.
Sembra complicato, ma a ben pensarci non lo è. Le dita sul pianoforte sono dieci all’andata, ma solo nove al ritorno!
E poi i pianeti non orbitano in cerchi perfetti, vale a dire in quattro quarti.
E via dicendo.
Sembra che dietro questo brano ci siano un sacco di ragionamenti. Non è così. Solo elucubrazioni momentanee, e gratis.
Riccardo Torri, che è art director e regista, ha fatto il video con immagini da lui girate in Italia e Spagna. A mio parere ha interpretato la musica in modo perfetto. Gliene sono grato.
Stefano Ligoratti, giovane talento della musica classica italiana, ha suonato con cuore e rigore il mio spartito, e sono grato anche a lui.

Ps: sto leggendo “La diceria immortale” di Robert Spaemann.

© Doriano Zurlo

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