Amori di merda [29] di Roberta Lepri

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in foto Maria Fiordelli (nonna), di Roberta Lepri

TI VORREI DIRE

Laura passa per casa trascinandosi dietro tutte le emozioni dei suoi diciotto anni: si agita continuamente, muove la testa bionda facendo in modo che i capelli facciano le onde, e muove spesso anche le mani, come per cercare di spiegare le cose che ha davanti, e dare loro una forma. Qualcosa per cui  le possa capire e contenere. La sento parlare attraverso il muro che separa la sua stanza dal salotto, e la voce le trema. So tutto di lei, del ragazzo che ha atteso per anni, finché lui si è accorto di quell’amore e se lo è preso. E poi lo ha buttato via, come accade spesso ai ragazzi. Le ha chiesto di rimanere amici e lei ha scambiato il male più grande per quello minore, come è normale alla sua età. Laura ora passa il tempo ad analizzare con le amiche le espressioni che ha visto sul suo volto a scuola, oppure conta i secondi che separano il messaggio inviato con la scusa della versione da quello ricevuto in risposta. E poi ci sono le feste degli amici comuni, le gite. Io so tutto. Le mille occasioni in cui fa finta che non le importi. Che loro due possano essere solo compagni di classe, più o meno amici. Ma Laura aspetta ancora. Con maggiore intensità di prima, è convinta che se saprà attendere lui tornerà. E tutto questo accade mentre lui invece esce con le altre, va a pescare, a giocare a pallone, studia, respira e vive.

Laura no. Laura è in apnea. La sua vita esiste ma lei la sente come se si trovasse nel dormiveglia: la vede scorrere. E intanto aspetta. Conta le ore che la separano da lui, conta gli scalini che ci sono tra l’ingresso del liceo e la porta della classe, i giorni passati, quelli che mancano. Nel conto, si perde. Nemmeno più dolore: un limbo ovattato e oscuro.

Io sono stata come lei. E se non fossi prigioniera dentro la cornice, abbraccerei forte questa nipote che non ho conosciuto.

Quante sono le cose che le vorrei dire.

© Roberta Lepri, 2016

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