Alexanderplatz, Berlino, 23:59 [4] di Margherita Sgorbissa

foto di Margherita Sgorbissa

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Luci rosse su di noi. Su di voi. Dal belvedere dell’inferno vedo la carne muoversi. E’ un’ipnosi dell’estremo. La perfezione di come questi quarti esplodono a ogni interruzione di tempo. Le pareti di questa centrale elettrica sembrano implodere. Stiamo bene. Va tutto bene. Siamo al centro dell’esagerazione. La musica sgretola l’angoscia. Lo spazio non dà respiro a nessuna claustrofobia. E’ così buio che smettiamo assieme di esistere. Baciamo le donne e baciamo gli uomini. Esibiamo la pelle come se non ne avessimo abbastanza da mostrare. Muoviamo la lingua a tempo del proibito. L’odore dell’essenziale. Il tempo smette di esserci. Rimbomba un ritmo incalzante. C’è un attimo preciso in cui il sole fuori si allinea con le persiane e un riverbero di luce celestiale filtra al Panorama Bar. Siamo puri e felici. I sorrisi sono veri e chimici e vorticano assieme in questa meraviglia di umanità, intrisa di uguaglianza. Va tutto bene. Andiamo tutti bene. Non serve fare domande. Non serve contare il numero di persone che entrano nel piccolo bagno affianco alle dark rooms. Godranno loro. E andrà bene. Siamo coreografici ed estratti a sorte come privilegiati dal reale. Siamo dentro a tutto ciò che fa di noi un frutto attraente di disinibizione e peccato. La vita al di là di questa centrale elettrica della DDR va completamente in frantumi. Perdiamo la concezione del bene e del male. Non puoi capire cosa sia questo abisso di eccezioni. Non puoi capire la dipendenza al suono, alla forza di qualcosa che ci è superiore. Non ci sono parole abbastanza efficaci per descrivere la potenza di questa asimmetria dei criteri morali.

Va tutto bene. Siamo vivi. Siamo interi. Siamo pieni di risposte giuste. Siamo la verità. Siamo la sintesi di ciò di cui tutti avrebbero bisogno, una volta nella vita. Perdersi. Smettere di aver paura di ciò che è più grande. Nessun controllo. Siamo al sicuro dai giudizi. Siamo tutto quello che vorremmo essere e non essere. Siamo fratelli e vicini. Siamo solo per un attimo e non siamo nulla.

Va tutto bene, qui. Va tutto bene.

Anche tu andresti bene, qui.

© Margherita Sgorbissa, 2016

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