6 cose impossibili prima di colazione [5] di Anna Martinenghi

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TUTTO INSIEME NO

La ragazza è puntuale. Ogni mattina sale sulla metropolitana alla stessa ora. Resta in piedi. Preferisce così. Il viaggio non è lungo e rimanere in piedi con le orecchie tappate dagli auricolari bianchi la rimette al mondo. Ogni tanto mi controlla, uno sguardo breve, distratto.

Conta i giorni che mancano alla laurea di specializzazione: sono ancora nelle scatole dei mesi, ma sono pur sempre un numero a tre cifre che si assottiglia viaggio dopo viaggio. Manca poco e poi cambierà vita.

Il voto finale sarà quello che desidera, il lavoro no. Ma lei ancora non sa. Il lavoro lo daranno a Susanna Milanesi, che è meno brava di lei, ma ha un padre più importante. Poi però il padre di Susanna non sarà là a lavorare con lei e si pentiranno di aver dato il posto a una che non lo meritava.

La ragazza risponde a un Whatsapp di Giulia. Dice che non vuole uscire domani sera che è venerdì.
Poi invece ci andrà e conoscerà Andrea, che passava di lì per caso, perché è amico del fratello di Giulia. Lei memorizzerà il suo numero sotto “Andrea di venerdì”. La ragazza non lo sa, ma quell’Andrea che ancora non conosce, sarà un grande amore della sua vita. Andranno a vivere insieme e compreranno un divano dell’Ikea che non entra in macchina nemmeno da smontato. Lui le dirà che è bellissima 537 volte, ma nessuno le conterà. Lei continuerà a chiamarlo “Venerdì” anche quando si saranno lasciati. Resteranno amici. Lei andrà al suo matrimonio con un abito a fiori che le starà benissimo, ma che non metterà più.

La ragazza avrà due figli da un altro uomo. Un uomo che amerà in maniera diversa da Venerdì e che le farà dimenticare che al mondo esistono altri uomini. I bambini saranno un maschio e una femmina.
Si chiameranno Gabriele e Amanda. Saranno bellissimi, biondi come il loro padre, ma con quel modo di fissare intenso e interrogativo che ha anche ora la loro mamma. Amanda nascerà con una grave alterazione cardiaca. Servirà un cuore nuovo e non sarà una passeggiata.

La ragazza non lo sa, ma sarà una madre brava e coraggiosa. Fingerà di essere forte e lo farà per anni. Piangerà sotto la doccia e si truccherà le occhiaie. Terrà la mano ad Amanda per lunghissime ore e andrà alla partita di Gabriele cercando di non addormentarsi. Terrà la mano ad Amanda anche il giorno del trapianto e tanti giorni dopo, infilata in una tuta verde, con la mascherina davanti alla bocca, capelli e piedi in sacchetti di plastica azzurra. Amanda ce la farà.

La ragazza non lo sa, ma avrà dolori perfetti e perfette felicità, mescolate in dosi che sembreranno sempre sbagliate. Piangerà quando dovrà lasciar andare Armida – la sua gatta per sedici anni – e piangerà quando prenderà in braccio per la prima volta i suoi nipoti: Giorgio, Diletta e Mia, la figlia di Amanda, per cui avrà un debole che cercherà sempre di nascondere.

La ragazza scende: è la sua fermata. Controlla il cellulare, mi guarda col suo modo di fissare intenso e interrogativo. E io sono lì: le 9.13 di un giorno che confonderà con altri. Sono il tempo della sua vita: sono più avanti, sono stato e so. Conosco le coordinate, gli incroci, le ore interminabili e gli anni veloci. So quando tutto accadrà. Tutto insieme sono spaventoso, insostenibile. Per questo mi sciolgo in rintocchi di cuore, in unità di misura che si sbriciolano, in date segnate sul calendario. Sembro infinito, ma lo sono solo per me stesso. E la ragazza questo lo sa.

Anna Martinenghi, 2017

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